mercoledì, Febbraio 11, 2026
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Il Natale al Parco San Laise di Bagnoli

Intervista a don Pino Natale, parroco della chiesa del SS. Salvatore a Bagnoli

Il Natale a Bagnoli ha avuto un’atmosfera speciale: è stato un Natale diverso da quello al quale siamo abituati, un Natale sociale, solidale, dedicato ai bambini e alle famiglie. Il Parco San Laise, nell’ex-base Nato di Bagnoli, un luogo simbolo della trasformazione del quartiere, ha aperto le sue porte alla magia delle feste con il Parco Magico allestito con luci d’artista, il Villaggio di Natale e i Mercatini di Natale: appuntamenti pensati per far incontrare persone, comunità, creatività e tradizioni. A partire dal 6 e fino al 31 dicembre, l’area si è trasformata in un villaggio natalizio ricco di luci, colori, profumi e musica. Nel Parco San Laise si trova anche la chiesa SS. Salvatore, Angeli Custodi e San Gaetano Thiene, che è stata riaperta ufficialmente il 19 dicembre, alle ore 19:30, dopo un restauro conservativo. Il Nuovo giornale dei napoletani ha incontrato il parroco, don Pino Natale.

Dopo alcuni anni di chiusura e dei lavori di riqualificazione viene riaperta la chiesa dell’area ex-NATO di Bagnoli. Quali attività sono previste?

La chiesa del SS. Salvatore a Bagnoli, pur essendo Parrocchia a tutti gli effetti, è stata effettivamente chiusa al culto – non si è cioè celebrata la liturgia, se non in rare occasioni – a partire dal Covid in poi. Prima non era così. Il fatto è che, trasferendosi la Base Nato altrove, il “popolo” del territorio parrocchiale – coloro cioè che popolavano la Base: militari di diverse nazionalità, civili, famiglie degli ufficiali, ecc. – è venuto meno. Dal 2013 in poi, la Chiesa aveva comunque svolto alcune attività, ospitando ad esempio gruppi di giovani, di scout e di diverse altre associazioni. Poi, con il Covid, e con la malattia del precedente Parroco, don Gaetano Iaia – malattia che lo ha purtroppo portato alla morte nel febbraio del 2024 -, tutto è rimasto fermo. Dopo la morte di don Gaetano, e dopo i più urgenti lavori di sistemazione dell’aula ecclesiale e dei locali attigui, ora è pronta a riprendere la sua attività. Non è possibile però pensare ad essa come a una parrocchia “ordinaria”: per intenderci, con corsi di catechismo, celebrazioni eucaristiche tutti i giorni, e così via. In realtà la mission delineata dal Vescovo è quella di trasformare questa chiesa in un luogo “ecumenico”, una sorta di Centro dove educare al dialogo e al rispetto di tutte le culture e le fedi. In fondo, a ben vedere, riprende la sua funzione originaria, se si pensa che negli anni della Nato essa serviva come punto d’incontro non solo dei cattolici della Base, ma anche di tutti coloro che avevano altre fedi e culture. Le attività che verranno proposte andranno tutte in questa direzione.

Quale sarà il ruolo che la parrocchia assumerà sul territorio?

Alla base del dialogo c’è l’ascolto, perciò alla base di un Centro che vuole essere luogo di confronto e di dialogo dev’esserci in primo luogo l’ascolto. Un ascolto del territorio, delle sue esigenze, dei suoi bisogni, ma anche delle sue ricchezze e potenzialità. Un ascolto anche della diversità di opinioni, di idee, di vissuti, di storie personali: molto spesso, tutto ciò finisce per essere fonte di conflitto, motivo di più aspre contese, che approfondiscono la divisione. Io credo che invece tutto questo debba diventare fonte di ulteriore ricchezza, invece della divisione può aiutare a far crescere la con-divisione, la fraternità, il reciproco riconoscimento, l’accoglienza dell’altro. In questo senso, il percorso è già avviato, personalmente ho buoni rapporti con moltissime realtà presenti nel Parco, e sono convinto che questo crescerà in futuro. Un punto essenziale, però, rimane l’apertura al quartiere intero: in questo senso abbiamo già operato nei giorni difficili del bradisismo e delle scosse di terremoto di marzo perché il Parco fosse aperto a tutti, non fosse percepito come un corpo estraneo al tessuto civile, sociale e culturale del quartiere. Devo dire che la Fondazione Campania Welfare non solo ha recepito quest’istanza, ma l’ha rilanciata. Resta però ancora molto da fare, in questo senso.

Come si svilupperà l’inaugurazione?

In un modo molto semplice. Vi sarà dapprima la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo di Pozzuoli, Mons. Carlo Villano, animata dai canti della Corale Diocesana. A seguire vi sarà un breve intervento di presentazione della mostra fotografica “Alcuni di Noi e altri ancora”, il cui titolo si rifà a una mostra precedente ospitata in chiesa e intitolata “Alcuni di noi”, sempre con fotografie dell’artista Claudia Del Giudice. Seguirà un concerto di musiche natalizie eseguite dalla Cappella Musicale “San Procolo”, diretta dal maestro Giovanni Varriale. La Cappella, composta da un quartetto di archi e un organo solista, oltre al Coro, eseguirà musiche tra le altre di Jakob Arcadelt, Vivaldi, Mykola Leontovyč, Haendel, Irving Berlin, e naturalmente del nostro S. Alfonso. Al concerto poi seguirà un breve rinfresco nei locali che i nostri vicini e amici rugbisti hanno messo gentilmente a nostra disposizione. A partire dalla Domenica successiva alle 10 verrà celebrata ogni Domenica la Messa. Si può ben dire che il 19 Dicembre segna l‘inizio della nuova storia della chiesa del SS. Salvatore al Parco san Laise di Bagnoli, una storia alla quale siamo tutti chiamati a collaborare.

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