Leone XIV: “Non sono un politico, il mio linguaggio è il Vangelo. Basta guerre, serve pace nel mondo”
In volo verso Algeri, prima tappa del suo viaggio apostolico in Africa, Leone XIV ha incontrato i circa 70 giornalisti al seguito del Pontefice, ribadendo il senso della sua missione: annunciare il Vangelo e promuovere la pace tra i popoli.
“Non mi considero un politico, ma un pastore che parla attraverso il Vangelo”, ha affermato il Papa, sottolineando come il suo impegno non sia quello del dibattito politico, ma della testimonianza spirituale. Al centro del suo messaggio, ancora una volta, l’appello alla fine dei conflitti: “Ai leader del mondo dico: basta guerre, troppe persone stanno soffrendo”.
Il Pontefice ha definito il viaggio in Africa un passaggio significativo del suo pontificato, spiegando di averlo immaginato fin dall’inizio come una delle prime missioni internazionali. Il percorso toccherà diversi Paesi del continente, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo, la riconciliazione e il rispetto tra i popoli.
Durante il confronto con i giornalisti, Leone XIV ha anche risposto a domande sulle recenti critiche ricevute dal presidente statunitense Donald Trump, evitando lo scontro diretto: “Non voglio entrare in polemiche personali. Il mio compito è continuare a proclamare il messaggio evangelico e a richiamare con forza la pace”.
Il Papa ha ribadito che la Chiesa non agisce come soggetto politico internazionale, ma come comunità che promuove il dialogo e la convivenza tra i popoli. “Crediamo in una via diversa, fatta di incontro e riconciliazione”, ha aggiunto.
Il viaggio apostolico, ha spiegato Leone XIV, rappresenta anche un’occasione per avvicinare culture e religioni diverse, con particolare riferimento ai luoghi legati alla tradizione cristiana e al dialogo interreligioso. Un cammino che, nelle sue parole, vuole contribuire a costruire “ponti di pace” in un mondo segnato da tensioni e conflitti.


