lunedì, Marzo 30, 2026
spot_img
HomeEconomiaI rincari delle bollette per le famiglie: stime e misure di contenimento

I rincari delle bollette per le famiglie: stime e misure di contenimento

Per le famiglie si stima un aumento delle bollette di luce e gas per i rialzi dei prezzi energetici. Occorre intervenire con un mix di misure per contenere gli effetti di tali rincari. .

Dall’inizio del conflitto in Iran i prezzi del petrolio e del gas liquido sono aumentati sensibilmente: il prezzo del petrolio Brent è cresciuto di oltre il 50% mentre quello del gas naturale del 68%.

Secondo Nomisma Energia, a seguito di questi rincari, l’aumento medio delle bollette di luce e gas per le famiglie italiane è stimato in 350 euro su base annua.

Partendo da questa ipotesi, l’Ufficio Studi della CGIA di Mestre (news del 14 marzo 2026) stima un aggravio annuo di spesa per elettricità e gas di 406,2 milioni di euro per le famiglie residenti nella provincia di Napoli, di 154,1 milioni di euro per le famiglie della provincia di Salerno e di 128,7 mln di euro per le famiglie della provincia di Caserta. Gli aumenti più contenuti, per il minor numero di famiglie residenti, sono quelli relativi alle province di Avellino, 59,5 milioni di euro, e di Benevento, 39,6 milioni di euro.

A questi aumenti si aggiungono i rincari dei prezzi di benzina e diesel, aumentati del 7,5% e del 18,9% in modalità self service dall’inizio della Guerra nel Golfo.

Quali possono essere i rimedi per contrastare gli effetti di tali aumenti? L’Ufficio Studi della CGIA suggerisce un mix di strumenti, alcuni da adottare nel breve periodo altri in tempi più lunghi.

Nel breve termine, secondo l’Ufficio Studi, occorre agire con la diminuzione delle accise sui carburanti, la modulazione dell’IVA e la riduzione degli oneri di sistema per le bollette di luce e gas. Il taglio delle accise su benzina e gasolio è stata adottata in via temporanea dal Governo (-25 centesimi valido per 20 giorni) varato lo scorso 18 marzo scorso, misura che ha contribuito a contenere la corsa al rialzo dei prezzi spinti dai rincari del petrolio.

Le altre misure suggerite dall’Ufficio Studi sono il disaccoppiamento tra il prezzo del gas e quello dell’energia elettrica da parte dell’Unione europea, il rafforzamento dei poteri delle autorità di vigilanza, per controllare eventuali speculazioni lunga la filiera della produzione energetica, l’incremento delle scorte energetiche, la differenziazione delle fonti di approvvigionamento in modo da evitare di dipendere da pochi fornitori, l’aumento degli investimenti nelle energie rinnovabili e nelle infrastrutture di rete, l’incentivazione di meccanismi di acquisto centralizzato del gas, la promozione di strumenti di aggregazione degli acquisti da parte delle imprese come i gruppi di acquisto, i consorzi energetici ed i contratti a lungo termine che permettono prezzi più stabili e prevedibili.  

Questi interventi possono ridurre l’impatto del rialzo dei prezzi dei prodotti energetici nella attuale fase di incertezza dei mercati sebbene la variabile oggi cruciale è la durata della crisi il cui protrarsi rischia di accentuare le conseguenze negative dei rincari su famiglie ed imprese.

ALTRI ARTICOLI
- Advertisment -spot_img

ULTIMI ARTICOLI