martedì, Febbraio 10, 2026
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Sempre meno reddito per gli italiani

Secondo dati Eurostat i redditi delle famiglie italiane sono diminuiti costantemente negli ultimi venti anni.

Il Nuovo giornale dei napoletani ha incontrato Vincenzo Di Vita, economista, cultore della materia di Storia del pensiero economico all’Università degli Studi di Napoli Federico II, che ha illustrato come i redditi delle famiglie italiane siano diminuiti negli ultimi venti anni.

Secondo i dati dell’Eurostat i redditi delle famiglie italiane sono diminuiti del -4% tra il 2004 ed il 2024: è il dato peggiore tra i paesi dell’UE dopo la Grecia (-5%). Negli altri paesi dell’Unione Europea i redditi delle famiglie sono invece aumentati mediamente del 22% nello stesso periodo con incrementi molto maggiori in Romania (+134%), Lituania (+95%) e Polonia (+91%). La Germania e la Francia hanno registrato aumenti del +21%, la Spagna del +14% (cfr. grafico estratto dalla news dell’Eurostat del 25.11 scorso). 

Anche in Campania il reddito lordo pro capite è diminuito da 21.257 euro del 2004 a 21.223 del 2024 con un punto di minimo nel 2020, anno della pandemia, di 18.214 euro (cfr. grafico).  

Le cause della contrazione dei redditi familiari sono varie. La principale è la stagnazione della produttività del lavoro: se la produzione di un’ora di lavoro non aumenta diviene molto difficile incrementare gli stipendi dei lavoratori. Sul punto il recente Rapporto Annuale sulla Produttività 2025 del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) ci dice che la produttività del lavoro in Italia è cresciuta in media solo dello 0,2% annuo nel periodo 1995-2024, molto meno rispetto all’1,2% dell’UE, all’1,0% della Germania e allo 0,8% della Francia. 

La contrazione dei redditi delle famiglie italiane pone la necessità di aumentare gli stipendi e le pensioni sia perché le persone con redditi bassi e medi hanno avuto ed hanno difficoltà a causa dell’aumento dei prezzi degli ultimi anni sia perché la diminuzione dei redditi si traduce in una bassa spesa per consumi dei cittadini che, a sua volta, deprime anche la dinamica delle produzioni interne in un contesto internazionale in cui si profilano misure protezionistiche come i dazi doganali. 

L’esigenza di far crescere i redditi individuali, in particolare gli stipendi e le pensioni, mediante interventi per spingere la produttività, per ridurre le imposte sul reddito da lavoro e di impresa, per aumentare le buste paghe con i rinnovi dei contratti pubblici e privati, con interventi finalizzati ad aumentare le pensioni e rafforzare il welfare rappresenta oggi un tema centrale non rinviabile nel dibattito di politica economica. 

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