martedì, Febbraio 24, 2026
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Grande Oriente d’Italia, il Tribunale ribalta tutto: Antonio Seminario torna Gran Maestro

Roma – Colpo di scena ai vertici della massoneria italiana. Il Tribunale di Roma, con un’ordinanza collegiale destinata a far discutere, ha annullato la sospensione che lo scorso ottobre aveva congelato la posizione di Antonio Seminario, riportandolo alla guida del Grande Oriente d’Italia (Goi), la principale obbedienza massonica del Paese.

La decisione riaccende uno scontro interno che dura da mesi e apre un nuovo capitolo nella battaglia legale nata dalle controverse elezioni del 3 marzo 2024.

L’ordinanza del Tribunale di Roma

Il collegio giudicante del Tribunale capitolino ha affrontato il nodo centrale della vicenda: l’esclusione di 248 schede considerate irregolari perché prive del tagliando antifrode previsto dal regolamento interno del Goi.

Secondo quanto si legge nell’ordinanza, la mancata rimozione del numero identificativo avrebbe potuto compromettere il principio di segretezza del voto, elemento essenziale in qualsiasi consultazione elettorale, tanto più in un’organizzazione che fa della ritualità e delle procedure interne un cardine identitario.

Per i giudici, dunque, l’esclusione delle schede è stata legittima. Da qui il ripristino della proclamazione di Seminario quale Gran Maestro. La decisione annulla la sospensione disposta il 25 ottobre 2024, che aveva rimesso tutto in discussione e alimentato mesi di tensione ai vertici dell’obbedienza.

Il pronunciamento, tuttavia, non chiude definitivamente la vicenda giudiziaria: resta aperta la possibilità di ulteriori iniziative legali.

Le elezioni del 3 marzo 2024: una consultazione contestata

La radice del conflitto risale alla tornata elettorale del 3 marzo 2024, una delle più controverse nella storia recente del Goi.

Al termine dello scrutinio, il candidato romagnolo Leo Taroni risultava numericamente in vantaggio. Ma la Commissione elettorale nazionale aveva escluso 248 schede ritenute irregolari perché non conformi alle prescrizioni sul tagliando antifrode.

L’estromissione di quei voti aveva modificato l’esito finale, attribuendo la vittoria ad Antonio Seminario, esponente della massoneria calabrese e originario di Corigliano-Rossano.

Una decisione che aveva immediatamente sollevato contestazioni e spinto Taroni a rivolgersi alla magistratura ordinaria, aprendo un contenzioso che si è trascinato per mesi tra carte bollate, sospensioni e ricorsi.

La sospensione dello scorso ottobre aveva rappresentato un punto di svolta, rimettendo in discussione l’assetto ai vertici del Goi. Ora, con l’ordinanza del Tribunale di Roma, la situazione torna formalmente allo status successivo alla proclamazione di aprile, ma il clima interno resta teso.

Un’organizzazione divisa

Il Grande Oriente d’Italia, fondato nel 1805, è la più numerosa obbedienza massonica italiana. Tradizionalmente strutturato in logge territoriali e regolato da un articolato sistema normativo interno, il Goi si è trovato negli ultimi mesi attraversato da uno scontro che ha assunto non solo dimensione giuridica ma anche politica e simbolica.

La vicenda delle schede e del tagliando antifrode è diventata il simbolo di una frattura più profonda: da un lato chi sostiene la rigorosa applicazione delle norme interne come garanzia di legalità e trasparenza; dall’altro chi ha denunciato una lettura formalistica capace di alterare la volontà espressa dal corpo elettorale.

Con il ritorno di Seminario al vertice, lo scontro non sembra destinato a spegnersi. Taroni avrebbe già preannunciato ulteriori iniziative legali, segno che la partita potrebbe proseguire nelle aule di giustizia.

Chi è Antonio Seminario

Antonio Seminario, nato a Crosia (Cosenza) il 5 febbraio 1958 e residente a Rossano, è figura di lungo corso nella massoneria calabrese.

Iniziato nel 1986 nella loggia “Luigi Minnicelli” n. 972, è oggi attivo nella loggia “Francesco Galasso” n. 1269, di cui è stato tra i fondatori e Maestro Venerabile. Nel tempo ha ricoperto incarichi di rilievo: Grande Ufficiale del Goi, presidente del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Calabria, Primo Gran Sorvegliante e, fino al 6 aprile 2024, Gran Maestro Aggiunto.

Aderisce al Rito Scozzese Antico e Accettato del Grande Oriente d’Italia. Sposato e padre di due figli, ha frequentato Economia all’Università di Salerno prima di dedicarsi all’attività imprenditoriale nei settori petrolio, gas ed energia. Oggi opera come consulente d’impresa in Calabria.

Il 6 aprile 2024 era stato proclamato Gran Maestro. Ora, dopo la sospensione e il nuovo pronunciamento del Tribunale, torna ufficialmente al vertice del Goi.

Uno scontro che va oltre le carte

La decisione del Tribunale di Roma non è soltanto un passaggio tecnico-giuridico. Rappresenta un momento cruciale per l’equilibrio interno della massoneria italiana e per la credibilità delle sue procedure democratiche.

Se da un lato l’ordinanza riafferma il primato delle regole statutarie e della segretezza del voto, dall’altro lascia aperta una frattura che potrebbe avere conseguenze profonde sul piano organizzativo.

Il ritorno di Seminario segna dunque un nuovo inizio – o forse una tregua temporanea – in una vicenda che ha messo in luce tensioni, rivalità e questioni di governance all’interno della principale obbedienza massonica italiana. La parola fine, almeno per ora, non è ancora stata scritta.

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