martedì, Febbraio 17, 2026
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Fotografia: la mostra “Vitiligo” di Rosa Mariniello

Venerdì 20 febbraio alle ore 18.00, presso Spaziomarte in via Marconi 4 a Pozzuoli, nell’ambito della rassegna M’ArteFotografica da me coordinata, sarà inaugurata “VITILIGO” di Rosa Mariniello: un progetto fotografico di forte impatto visivo e profonda rilevanza culturale, composto da nove immagini di grande formato (70×100), che raccontano un viaggio attraverso il globo per documentare gli effetti della vitiligine su una parte della popolazione mondiale.

La fotografia come testimonianza e coscienza

La fotografia, sin dalle sue origini, non è stata soltanto linguaggio estetico, ma strumento di indagine sociale e antropologica. Nel corso dei decenni ha assunto il ruolo di coscienza visiva del nostro tempo, capace di attraversare confini geografici e culturali per restituire dignità, voce e visibilità a storie spesso marginalizzate. In questo solco si inserisce il lavoro di Rosa Mariniello, che con “VITILIGO” sceglie di raccontare non solo una condizione dermatologica, ma un universo umano fatto di identità, percezione di sé, stigma e resilienza.

La vitiligine, caratterizzata dalla perdita di pigmentazione in alcune aree della pelle, è ancora oggi oggetto di pregiudizi e incomprensioni. In molte parti del mondo essa diventa motivo di esclusione sociale o di discriminazione. Attraverso il suo obiettivo, Mariniello compie un gesto radicale: trasforma quella che viene percepita come “imperfezione” in potente elemento narrativo e simbolico. Le sue immagini, di grande formato, non cercano pietismo né spettacolarizzazione; al contrario, pongono il soggetto al centro, con uno sguardo rispettoso, diretto, quasi meditativo.

Il viaggio come esperienza umana

Il progetto nasce da un viaggio intorno al mondo, un percorso fisico e insieme interiore. Ogni scatto è l’incontro con una storia, un volto, una biografia. Le differenze culturali si intrecciano con una condizione comune, mostrando come la vitiligine attraversi etnie, latitudini e contesti sociali diversi. La fotografia diventa così ponte tra realtà lontane, linguaggio universale capace di superare barriere linguistiche e culturali.

Il formato 70×100 amplifica la forza espressiva delle opere. Le immagini, imponenti e immersive, costringono lo spettatore a un confronto diretto. Non c’è distanza possibile: chi osserva è chiamato a sostare, a guardare davvero, a riconoscere nell’altro una parte di sé. È in questa dinamica che l’arte compie il suo atto più alto: generare consapevolezza.

Estetica e etica dello sguardo

“VITILIGO” si colloca in quella tradizione fotografica in cui estetica ed etica dialogano costantemente. La luce, la composizione, la scelta del ritratto come forma privilegiata, rivelano una ricerca formale attenta e rigorosa. Ma al di là dell’equilibrio visivo, ciò che colpisce è l’intensità emotiva degli sguardi: fierezza, fragilità, orgoglio, vulnerabilità convivono in un racconto corale che restituisce complessità e umanità.

La rassegna M’ArteFotografica si conferma così spazio di riflessione e confronto, luogo in cui la fotografia non è mero esercizio stilistico, ma pratica culturale capace di interrogare il presente. Ospitare “VITILIGO” significa aprire un dialogo sul tema dell’identità, dell’accettazione e della rappresentazione del corpo.

Un appuntamento da non perdere

L’inaugurazione di venerdì 20 febbraio alle ore 18.00 rappresenta un’occasione preziosa per incontrare l’artista, approfondire il progetto e condividere una riflessione collettiva su un tema di grande attualità.

“VITILIGO” non è soltanto una mostra fotografica: è un invito a riconsiderare lo sguardo, a trasformare la differenza in racconto, a riconoscere nella pelle — superficie apparentemente fragile — una mappa di storie, viaggi e identità.

Un appuntamento imperdibile per chi crede che la fotografia possa ancora essere strumento di conoscenza, empatia e cambiamento.

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