venerdì, Aprile 24, 2026
spot_img
HomeNewsFormazione professionale in Campania: fondi europei reggono il sistema, ma le risorse...

Formazione professionale in Campania: fondi europei reggono il sistema, ma le risorse regionali restano marginali

Il Movimento Libero e Autonomo punta il dito sulla scarsa integrazione delle scuole autofinanziate nella programmazione regionale e chiede un dialogo strutturato con la nuova Giunta

Il bilancio della Regione Campania supera i 40 miliardi di euro, eppure la formazione professionale continua a poggiare quasi interamente su fondi europei e statali. È questo il nodo sollevato dal Movimento Libero e Autonomo, sindacato datoriale delle scuole e agenzie formative, che dopo l’approvazione del Rendiconto generale 2024 — non priva di tensioni, con 27 voti favorevoli e 11 contrari, parifica parziale della Corte dei Conti e rilievi su alcune poste contabili — rilancia il tema delle priorità nella programmazione finanziaria regionale.

Un sistema retto dai fondi europei

Il bilancio di previsione 2025-2027 è imponente nelle cifre, ma analizzando nel dettaglio le fonti di finanziamento emerge un quadro che il Movimento definisce strutturalmente squilibrato. I percorsi IeFP e il sistema duale sono sostenuti dal Fondo Sociale Europeo e da risorse statali; il IV anno si colloca nell’ambito di misure come il PNRR e il programma GOL. Il contributo diretto del bilancio regionale, in termini di risorse autonome destinate in modo stabile al settore, resta invece limitato.

«È una cifra significativa. Tuttavia, analizzando le fonti di finanziamento dei principali programmi formativi, si rileva come il sistema sia sostenuto in larga parte da fondi europei e nazionali», dichiara Nicola Troisi, segretario del Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di Formazione Autofinanziate. «Il contributo diretto del bilancio regionale, in termini di risorse autonome dedicate in modo strutturale al settore, appare invece limitato».

Orientamento frammentato e dispersione scolastica ancora alta

Il tema non si esaurisce nel finanziamento dei corsi. Per il Movimento, il problema riguarda anche le politiche di accompagnamento e promozione di un settore che in Campania resta poco valorizzato nella sua capacità orientativa. Le attività di orientamento esistono, ma appaiono frammentate e poco riconoscibili su scala regionale, in un contesto in cui la dispersione scolastica continua a pesare in modo significativo sulle opportunità dei giovani.

«Non si tratta solo di sostenere i corsi, ma di rafforzare la conoscenza del sistema», sottolinea Troisi. «Servirebbe un investimento più strutturato per valorizzare la formazione professionale come alternativa concreta».

Le scuole autofinanziate ai margini della programmazione

Tra i nodi evidenziati dal sindacato datoriale c’è anche il ruolo delle scuole autofinanziate, realtà operative sul territorio che non gravano direttamente sulla spesa pubblica ma contribuiscono all’offerta formativa regionale. La loro integrazione nei processi di programmazione istituzionale rimane però limitata, in un sistema che continua a strutturarsi principalmente attorno ai percorsi finanziati con fondi pubblici.

Il confronto con altri ambiti di spesa discrezionale — come cultura e spettacolo — rende evidente, secondo il Movimento, che esiste un margine di intervento diretto che potrebbe essere esteso anche alla promozione del sistema formativo.

Un dialogo strutturato con la nuova Giunta

Le direttrici di intervento indicate dal Movimento puntano su tre assi: rafforzare la presenza di risorse regionali dedicate, rendere più sistematiche le politiche di orientamento e ampliare il coinvolgimento degli operatori privati, incluse le realtà autofinanziate.

«L’obiettivo è aprire un dialogo strutturato con la nuova Giunta su un tema che incide direttamente sulle opportunità formative e occupazionali dei giovani», conclude Troisi.

ALTRI ARTICOLI
- Advertisment -spot_img

ULTIMI ARTICOLI