martedì, Aprile 28, 2026
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Festeggiare il lavoro nella Diocesi di Pozzuoli

Riflettere sul lavoro nell’evento conclusivo del laboratorio sulla democrazia e la partecipazione.

I Campi Flegrei non sono solamente la terra del bradisismo ma, prima di tutto, un territorio che pulsa, nonostante le precarietà economiche e le tensioni sociali, alla ricerca con forza di un riscatto. In questa cornice, la Chiesa locale di Pozzuoli ha scelto di farsi carico del futuro della comunità, puntando sulla formazione delle coscienze attraverso un percorso laboratoriale dedicato alla democrazia e alla partecipazione attiva dei cittadini.

Il cammino, promosso dall’Ufficio diocesano della Pastorale per i problemi sociali e il lavoro, dall’Ufficio diocesano Cura del Creato, Giustizia e Pace, dal Progetto Policoro e dal Movimento Lavoratori di Azione Cattolica di Pozzuoli, ha mosso i primi passi il 21 febbraio a Pianura, presso la Parrocchia San Lorenzo Martire. In quell’occasione, il direttore dell’Ufficio della Pastorale Sociale e Lavoro, Tony Delle Donne, aveva chiarito le ragioni del progetto: il titolo “Democrazia e/è partecipazione” non è un semplice slogan, ma un richiamo alla «buona politica» che nasce dal basso e punta al bene collettivo. Perché la democrazia, per restare viva, richiede il coinvolgimento di tutti.

Questo intenso itinerario formativo giunge ora al suo traguardo. Giovedì 30 aprile, alle 18.30, la Sala Ostrichina, nel Parco Borbonico del Fusaro, a Bacoli, ospiterà l’ultimo incontro, in una serata dedicata al lavoro e ai lavoratori, sul tema “Il Lavoro e la Pace. Riflessioni e testimonianze dal mondo del lavoro”.

L’incontro vedrà il confronto tra il Vescovo di Pozzuoli e Ischia, Carlo Villano, il sindaco di Bacoli, Josy Gerardo Della Ragione, e diverse voci del settore profit, del no-profit e dei sindacati. A moderare l’evento sarà Tony Delle Donne, mentre il momento di festa finale sarà animato dal Coro Gospel Be Choir.

Lavoro e pace non sono astrazioni, ma storie e responsabilità. Il senso dell’iniziativa risiede nella volontà di non considerare l’impiego e la serenità sociale come semplici astrazioni. Come spiegano i promotori, si tratta di scelte tangibili e storie personali che richiedono un’assunzione di responsabilità collettiva.

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