di Giuliana Covella
Laddove morì la ragazzina di 14 anni c’è un biblioteca che porta il suo nome, mentre alcune associazioni promuovono decine di iniziative per il territorio.Ma la rinascita tanto attesa si è interrotta.
La prima cosa che incontri quando arrivi a Forcella è il murales con l’immagine di San Gennaro di Jorit Agoch. Opera di street art realizzata nel 2015 con lo scopo di far rinascere il quartiere.
Accanto c’è la chiesa di San Giorgio Maggiore e, poco distanti, una serie di locali inaugurati da qualche anno. Scendendo più giù, ecco che ci si immette su via Vicaria Vecchia. Una strada simbolo del rione, perché il 27 marzo del
2004 una ragazzina di 14 anni vi ha perso la vita. Si chiamava Annalisa Durante. Occhi azzurri e lunghi capelli dorati, tanto che dopo la morte è diventata per tutti «l’Angelo biondo» di Forcella, Annalisa quella sera di primavera di quindici anni fa se ne stava a ridere e fantasticare sul suo futuro insieme alle amiche.
Ma proseguendo ci si accorge che la rinascita tanto attesa del quartiere dopo l’uccisione di Annalisa, si è fermata all’incrocio con l’asilo nido che pure la ricorda nel nome.



