ROMA – Il sistema sanitario italiano si trova ad affrontare una nuova e complessa sfida: la crescente attrattività dei mercati esteri, in particolare del Canada, che sta avviando una strutturata campagna di reclutamento rivolta agli infermieri italiani. Un fenomeno che, secondo il segretario nazionale di UGL Salute, Gianluca Giuliano, non può più essere sottovalutato.

«Il reclutamento attivo di infermieri italiani da parte del Canada non è più un’ipotesi, ma una realtà che impone una risposta decisa dalle istituzioni» afferma Giuliano, sottolineando il paradosso di un Paese che forma professionisti qualificati per poi perderli all’estero. «Assistiamo a una dinamica assurda: mentre le nostre eccellenze emigrano verso il Nord America, regioni come il Lazio valutano l’inserimento di personale proveniente dal Cile per far fronte alle carenze».
Nel dettaglio, le offerte canadesi risultano particolarmente competitive. «Parliamo di stipendi che possono arrivare fino a circa 5.000 euro al mese, con una retribuzione anche tripla rispetto alla media italiana» spiega il segretario. Le cifre variano tra i 4.380 e gli 8.140 dollari canadesi mensili, equivalenti a circa 3.700-5.100 euro, a seconda dell’esperienza e del ruolo.
Ma non è solo la componente economica a fare la differenza. Il pacchetto prevede infatti anche il pagamento delle spese di trasferimento, inclusi i voli, corsi gratuiti di lingua francese e un supporto completo per l’inserimento lavorativo e sociale. «Un’offerta strutturata che rappresenta un segnale d’allarme che non possiamo ignorare», aggiunge Giuliano.
Il fenomeno si inserisce in un contesto già critico per il Servizio sanitario nazionale, alle prese con una carenza strutturale di decine di migliaia di infermieri. Turni gravosi, carichi di lavoro elevati e stipendi tra i più bassi in Europa contribuiscono a rendere sempre più appetibili le opportunità all’estero.
«Il rischio concreto – conclude Giuliano – è una fuga crescente di personale qualificato. Senza un piano serio di adeguamento salariale e di valorizzazione professionale, il sistema sanitario italiano farà sempre più fatica a mantenere i propri standard. Dobbiamo intervenire subito per trattenere i nostri professionisti, prima che l’esodo diventi irreversibile».


