domenica, Aprile 5, 2026
spot_img
HomeBlogAllarme sicurezza nel carcere di Napoli: arrestati due presunti piloti di droni

Allarme sicurezza nel carcere di Napoli: arrestati due presunti piloti di droni

NAPOLI – Sovraffollamento “fuori controllo”, carenza cronica di organico e droni che sorvolano l’istituto trasportando cellulari e droga. È un quadro allarmante quello denunciato dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) sulla situazione della Casa circondariale di Napoli Poggioreale “G. Salvia”, uno dei penitenziari più grandi e complessi d’Italia.

Secondo il sindacato, l’istituto partenopeo ospita attualmente 2.198 detenuti, un numero di gran lunga superiore alla capienza regolamentare prevista. Una condizione che viene definita ormai “non più sostenibile” né per il personale né per i ristretti, con ripercussioni evidenti sulla sicurezza e sulla qualità della vita all’interno delle sezioni.

La denuncia del Sappe è netta: il carcere di Poggioreale è oltre ogni limite strutturale. Il numero dei detenuti supera ampiamente la capienza regolamentare, trasformando la gestione quotidiana in una continua emergenza.

In particolare, durante il turno notturno e in occasione di nuovi ingressi, gli agenti della Polizia Penitenziaria sarebbero costretti a sistemare brande aggiuntive nei cubicoli originariamente previsti per due persone, trasformandoli di fatto in celle da tre posti.

Una situazione che, secondo la segreteria sindacale, compromette:

  • la sicurezza interna dell’istituto;
  • la dignità dei detenuti;
  • le condizioni di lavoro degli agenti;
  • la capacità di controllo delle sezioni detentive.

Il sovraffollamento, infatti, non è solo un problema numerico ma incide direttamente sulla gestione dell’ordine interno, aumentando in modo esponenziale i rischi operativi e lo stress del personale.

A rendere il quadro ancora più critico è quanto accaduto nella notte scorsa. Secondo quanto riferito dal Sappe, nuovi droni hanno sorvolato i cieli del carcere di Napoli Poggioreale, trasportando materiale destinato ai detenuti.

Gli agenti della Polizia Penitenziaria sono riusciti a intercettare due velivoli:

  • erano carichi di 18 telefoni cellulari, completi di schede telefoniche e caricabatterie;
  • trasportavano anche sostanza stupefacente;
  • uno dei droni è stato individuato nei pressi del locale “Ticino”;
  • il secondo è stato intercettato e abbattuto.

Nel corso dell’operazione, gli agenti hanno anche bloccato e arrestato i due presunti piloti dei droni.

Un’azione che il sindacato definisce “di alto profilo operativo”, realizzata nonostante le difficoltà strutturali e la carenza di risorse.

A commentare l’episodio è stato il vice segretario regionale del Sappe, Serra Raffaele, che ha sottolineato la professionalità dimostrata dagli agenti.

“Un’operazione che conferma l’elevata competenza del personale, nonostante la cronica carenza di organico e mezzi”, ha dichiarato. “Il fenomeno dei droni è ormai strutturato e richiede interventi urgenti per garantire la sicurezza degli istituti e degli operatori”.

Il sindacato evidenzia come il ricorso ai droni per introdurre cellulari e droga non sia più un episodio sporadico, ma una modalità organizzata e ricorrente, spesso collegata a reti criminali esterne.

Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario generale del Sappe, Donato Capece, che ha lanciato un appello per un piano straordinario di sicurezza in tutti gli istituti penitenziari italiani.

“Non è più rinviabile l’acquisto e l’installazione di jammer in tutte le carceri del Paese”, ha affermato. Si tratta di strumenti tecnologici in grado di:

  • impedire l’uso dei telefoni cellulari all’interno dei reparti detentivi;
  • contrastare il sorvolo dei droni sulle strutture penitenziarie;
  • interrompere le comunicazioni illecite verso l’esterno.

“È un investimento doveroso per la sicurezza sociale e nazionale”, ha aggiunto Capece. “Non possiamo lasciare che le carceri diventino centrali operative per traffici illeciti o luoghi da cui si continuano a gestire attività criminali grazie all’uso indisturbato di telefoni e collegamenti esterni”.

Il combinarsi di sovraffollamento record, carenza di personale e attacchi esterni organizzati sta mettendo a dura prova la tenuta dell’istituto di Poggioreale.

Secondo il Sappe, la Polizia Penitenziaria si trova a operare in condizioni di stress permanente, con turni gravosi e responsabilità crescenti. L’aumento dei detenuti comporta:

  • maggiori tensioni interne;
  • incremento degli episodi di aggressione;
  • difficoltà nei controlli;
  • impossibilità di garantire adeguate attività trattamentali.

La gestione di 2.198 detenuti in una struttura non progettata per tali numeri espone il sistema a rischi concreti, sia sul piano dell’ordine interno sia su quello della sicurezza esterna.

Per il sindacato, quanto accade a Napoli è lo specchio di una crisi più ampia che riguarda l’intero sistema penitenziario italiano.

L’uso dei droni per introdurre telefoni e droga rappresenta una sfida tecnologica nuova, che richiede strumenti altrettanto avanzati per essere contrastata. Allo stesso tempo, il sovraffollamento continua a essere un problema strutturale irrisolto.

Da qui la richiesta di:

  • un piano straordinario di assunzioni nella Polizia Penitenziaria;
  • investimenti immediati in tecnologia anti-drone e jammer;
  • interventi urgenti per ridurre la pressione numerica negli istituti.

L’obiettivo, sottolinea il Sappe, è ristabilire condizioni di legalità, sicurezza e dignità sia all’interno sia all’esterno delle carceri.

Intanto, a Poggioreale, la quotidianità resta segnata da numeri record e nuove minacce tecnologiche. Una combinazione esplosiva che impone risposte rapide e strutturali.

ALTRI ARTICOLI
- Advertisment -spot_img

ULTIMI ARTICOLI