Un raid violento, una pistola pronta all’uso e molti aspetti ancora da chiarire. È il bilancio dell’operazione condotta dai carabinieri tra Arzano e Grumo Nevano, culminata con tre arresti e due denunce al termine di un’indagine lampo.
I militari della Stazione dei Carabinieri di Grumo Nevano hanno arrestato tre giovani — un 23enne incensurato, un 19enne incensurato e un 22enne già noto alle forze dell’ordine — ritenuti responsabili, a vario titolo, di rissa, percosse, minaccia aggravata, ricettazione e porto e detenzione abusiva di armi.
Denunciati invece un 20enne, già noto alle forze dell’ordine, per false dichiarazioni sull’identità personale e violazione dell’obbligo di dimora, e un 40enne, titolare di porto d’armi, per omessa comunicazione della cessione di arma.
L’episodio risale alla scorsa notte, durante un servizio ad “alto impatto” predisposto nei territori di Arzano e Grumo Nevano. I carabinieri sono intervenuti in un bar di Arzano dopo la segnalazione di una rissa.
All’arrivo dei militari, i responsabili si erano già allontanati. Decisive sono state le immagini di videosorveglianza, che hanno consentito di ricostruire la dinamica.
Due giovani si trovavano all’interno del locale, intenti a utilizzare le slot machine, quando sono stati improvvisamente aggrediti da tre ragazzi a volto scoperto. L’azione, durata pochi secondi, è stata particolarmente violenta: uno degli aggressori ha puntato una pistola al volto di una delle vittime, mentre un altro ha colpito la seconda alla testa con il calcio dell’arma. Subito dopo, i tre si sono dati alla fuga.
Le vittime sono state successivamente rintracciate, ma si sono mostrate poco collaborative. Uno dei due ha inizialmente fornito false generalità, circostanza che ha portato alla sua denuncia. Inoltre, il 20enne si trovava fuori dal comune di residenza, in violazione della misura dell’obbligo di dimora a cui era sottoposto.
Conoscendo sia le vittime sia i presunti aggressori, i carabinieri hanno avviato ricerche serrate per tutta la notte, fino a rintracciare i tre sospettati nelle rispettive abitazioni.
Durante le perquisizioni domiciliari, nell’abitazione del 22enne pregiudicato è stata trovata una pistola semiautomatica calibro 7.65 con caricatore inserito e sette munizioni, illegalmente detenuta. L’arma era nascosta nel divano dove il giovane stava dormendo al momento dell’irruzione.
La pistola non risultava oggetto di furto. La matricola, non punzonata, ha permesso di risalire al legittimo proprietario, un 40enne che, secondo quanto ricostruito, avrebbe ceduto l’arma a terzi perché indebitato, senza comunicarne la cessione alle autorità competenti.
I tre arrestati sono stati trasferiti in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le indagini proseguono per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e accertare eventuali ulteriori responsabilità.


