“Il mare fa viaggiare persone, idee, valori, lingue, culture e saperi. (…) Grecia e Italia sono indissolubilmente legate alla cultura del mare e hanno una storia e una cultura comune. E, quando celebriamo oggi nel 2026 la lingua e la cultura greca, parliamo anche un po’ di noi, di quel ‘noi’ che siamo, o che vorremmo essere”, ha affermato il professore di lingua e letteratura neogreca Jannis Korinthios, colui che ha ideato e promosso la Giornata Mondiale della lingua greca.
Si tratta di un progetto giunto alla sua undicesima edizione, e presentato per la prima volta dal professore Korinthios al liceo Umberto di Napoli, nel 2014. Questa idea ha progressivamente coinvolto scuole e istituzioni di diversi Paesi, fino al riconoscimento Unesco della Giornata mondiale della lingua greca del 9 febbraio.
Non è solo una questione di etimologia, ma di identità profonda: Neapolis, già all’interno del proprio nome custodisce un’identità millenaria, e quest’anno, le celebrazioni per la Giornata Mondiale della lingua greca, aprono ufficialmente i festeggiamenti per il 2.500° anniversario della fondazione della città.
Quest’anno, da sabato 7 a lunedì 9 febbraio, Napoli si trasformerà in una polis contemporanea, dove il greco non sarà solo una “lingua morta” da teca museale, ma sarà un organismo vivo capace di interpretare le sfide della modernità. Tutto l’evento è stato organizzato con il supporto del Comune di Napoli, Assessorato alle Politiche Giovanili, dal comitato Sintonia-Coordinamento docenti licei per la Giornata Mondiale della Lingua Greca.
Il programma di questa edizione, articolato in tre giorni, è stato presentato oggi pomeriggio nella Sala Pignatiello di Palazzo San Giacomo dall’Assessore alle Politiche Giovanili, al Lavoro e alle Politiche Sociali, Chiara Marciani, e dal professore Jannis Korinthios.
Il tema centrale per la celebrazione della Giornata mondiale della lingua greca è “la mia lingua, la mia patria”, e come ha appunto sottolineato l’assessore Marciani: “Sono sicura che i lavori di tutti gli studenti e le studentesse non solo faranno riferimento alla nostra patria, ma anche all’Europa e al contesto internazionale, tenendo presente tutte le difficoltà che in questi giorni siamo vivendo.”
Il sipario si alzerà sabato pomeriggio nella cornice monumentale del Castel Nuovo: all’interno della Sala della Loggia, con il concerto “Viaggio” si renderà omaggio al Mediterraneo come ponte, non come confine, che ha unito idealmente le sponde di Napoli con quelle della Grecia.
La domenica sarà invece una giornata di “riscoperta”. Centinaia di studenti provenienti dalla Grecia, ospiti dei licei napoletani, saranno impegnati in visite guidate tra Sant’Aniello a Caponapoli e Castel dell’Ovo.
Il culmine delle celebrazioni sarà lunedì 9 febbraio, nella Basilica di San Giovanni Maggiore. Dalle 9:00 alle 15:00, è prevista la tradizionale maratona di lettura e performance intitolata “il greco fa testo”, con la partecipazione di 45 licei da Italia, Grecia, Cipro, Germania, Cina , Congo, India, Russia, U.S.A e Thailandia.
Questo evento ha confermato il ruolo della città di Napoli come capitale mondiale dell’ellenismo in Occidente, e il messaggio è chiaro: finché si parlerà e si studierà il greco, Napoli non sarà mai solo una città, ma un’idea senza tempo.


