mercoledì, Febbraio 11, 2026
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Il 1° febbraio si celebra la Giornata Nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo

L’Italia si illumina di blu per chiedere “Stop alle bombe”

Mentre oggi nel mondo, secondo l’Atlante delle guerre dei conflitti, sono in corso 32 guerre e 23 situazioni di crisi, l’Italia si ferma a riflettere. Perché questo dato importante, che si traduce anche nel numero più alto di conflitti dalla fine della Seconda guerra mondiale, assume un significato particolarmente profondo. Oggi, 1° febbraio, si celebra la Giornata Nazionale delle vittime civile delle guerre e dei conflitti nel mondo per conservare la memoria delle vittime e promuovere la cultura della pace e del ripudio della guerra.

Questa giornata, istituita per mezzo della legge numero 9 del 25 gennaio 2017, non deve solo essere un momento di memoria storica per i conflitti passati, ma un appello attivo per il rispetto delle convenzioni internazionali e per la protezione dei più vulnerabili, come bambini, donne e anziani, che oggi, in diverse parti del globo, vedono i propri diritti umani calpestati. Ed è questo lo scenario in cui il comunicato stampa congiunto dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG) e l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) prende forma, il cui messaggio centrale è un chiaro e perentorio “Stop alle bombe sui civili”. In un momento storico in cui i principi del diritto internazionale umanitario, che hanno favorito la convivenza pacifica tra i popoli dopo la Seconda guerra mondiale, appaiono fragili quanto mai prima d’ora, sono i civili a pagare il prezzo più alto, perdendo ogni protezione.

Le parole del presidente dell’ANCI e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi esprimono la grande coesione dei Comuni italiani di fronte a questo tema importante, sostenendo che i civili non possono e non devono essere un bersaglio. Mentre sulla nota del Comune di Napoli, si legge: “Unendoci simbolicamente a questa campagna riaffermiamo il valore della pace e della solidarietà, lanciano un appello per fermare la violenza sui più vulnerabili”.

L’iniziativa principale per questa ricorrenza è vedere i più simbolici monumenti italiani illuminati da una luce blu. La scelta del blu non è casuale: rappresenta l’universalità dei diritti e la speranza di pace che dovrebbe unire ogni latitudine.

A Napoli, per l’occasione, vedremo illuminata di blu la maestosa Fontana di Nettuno, sita in Piazza Municipio.

La partecipazione dei Comuni italiani, da Nord a Sud, dimostra che la sensibilità verso le popolazioni inermi è radicata nel welfare locale e nella cultura dei territori. Tuttavia, come ricordato dall’ANVCG, l’obiettivo finale resta quello di spingere le istituzioni verso una risoluzione diplomatica dei conflitti, affinché la luce blu di stasera possa un giorno non essere più necessaria.   

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