L’ultimo rapporto BesT dell’Istat fornisce dati aggiornati sulla situazione della formazione scolastica e dell’istruzione nella città metropolitana di Napoli.
La notizia positiva è che praticamente la totalità dei bambini sono avviati alla scuola primaria: nel 2023 il 99,7% del totale frequentano le scuole elementari, un livello ben superiore al 94,7% dell’Italia, al 97,2% del Mezzogiorno ed al 98,6% della Campania.
Le restanti variabili considerate non sono altrettanto incoraggianti.
In primo luogo, la provincia Napoli è in svantaggio per i livelli di istruzione degli studenti adulti: nel 2024 la percentuale di giovani laureati (di età compresa tra 25 e 39 anni) è pari al 25% del totale mentre la percentuale di 25-64enni diplomati si attesta al 53%. In Italia le percentuali di diplomati e laureati sono nettamente superiori: il 31% ed il 67%.
Il dato che, tuttavia, ci preme evidenziare è l’alta incidenza dei NEET, cioè dei giovani che non studiano e non lavorano, che si attesta al 28,6% del totale dei giovani, una percentuale quasi doppia rispetto a quella nazionale (15,2%) e sensibilmente maggiore di quella relativa al Mezzogiorno (23,3%).
L’elevata percentuale di giovani non coinvolti nel processo di formazione scolastica e disoccupate costituisce un aspetto preoccupante nel contesto socio-economico regionale poiché si traduce in un freno allo sviluppo economico della provincia e della regione.
Si tratta di importanti risorse, di energie e di potenzialità non utilizzate che andrebbero recuperate e inserite nel processo formativo e nel circuito economico in quanto essenziali per una solida e duratura strategia di crescita locale.


