venerdì, Ottobre 16, 2026
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Napoli, occupato il Liceo Alberti: la conferma arriva dalla scuola

Lezioni sospese al Liceo Leon Battista Alberti dopo tre giorni di tensioni.

NAPOLI – Anche il Liceo Scientifico Statale Giovan Battista Alberti di Napoli entra ufficialmente nella lunga lista degli istituti scolastici occupati dagli studenti in questi giorni. Dopo tre giornate caratterizzate da tentativi di occupazione, tensioni e interventi per impedire l’ingresso nell’edificio, nel pomeriggio di giovedì 15 ottobre la protesta studentesca ha raggiunto il suo obiettivo.

Gli studenti sono entrati nell’istituto di via Pigna nel pomeriggio del 15 ottobre. Dopo tre giorni di tentativi falliti, l’occupazione è diventata effettiva. La dirigenza scolastica comunica l’interruzione delle attività didattiche e richiama l’attenzione sulla sicurezza dell’edificio e sui lavori in corso.

A confermare l’avvenuta occupazione è stata la stessa scuola, attraverso una comunicazione pubblicata sul proprio sito istituzionale, nella quale viene annunciata l’interruzione delle lezioni. «Dopo tre giorni di tentativi falliti, l’edificio scolastico è stato occupato oggi alle ore 14», si legge nell’avviso diffuso dall’istituto. Una comunicazione che chiarisce definitivamente la situazione dell’Alberti, dopo che nei giorni precedenti erano circolate notizie contrastanti sull’effettiva riuscita dell’occupazione.

La vicenda del Liceo Alberti si inserisce nella più ampia mobilitazione che, dall’inizio di ottobre, sta coinvolgendo numerose scuole superiori napoletane. Nei giorni precedenti, gli studenti dell’istituto di via Pigna avevano già tentato di occupare la scuola, senza riuscirci. In particolare, il 13 ottobre si erano registrati momenti di tensione, con l’intervento delle forze dell’ordine e del personale scolastico per impedire l’accesso all’edificio.

Una situazione che aveva generato versioni differenti: alcune testate giornalistiche avevano inizialmente inserito l’Alberti tra gli istituti occupati, mentre altre fonti avevano successivamente chiarito che il tentativo era stato bloccato. La comunicazione ufficiale della scuola segna dunque un passaggio decisivo: dal 15 ottobre, alle ore 14, l’occupazione dell’Alberti è diventata effettiva.

Nel documento pubblicato sul sito istituzionale, la scuola informa le famiglie e gli studenti che le attività didattiche sono state interrotte in conseguenza dell’occupazione. La dirigenza precisa che la sospensione delle lezioni deriva da una decisione unilaterale degli studenti e richiama le responsabilità legate alla permanenza all’interno dell’edificio.

In particolare, la comunicazione attribuisce agli occupanti la responsabilità dell’integrità dei locali, dell’incolumità delle persone presenti e dell’eventuale ingresso di soggetti esterni alla comunità scolastica. Un riferimento, quest’ultimo, che assume particolare rilievo alla luce degli episodi verificatisi nei giorni precedenti, quando, secondo quanto riportato dalla stessa scuola, si sarebbe già registrato l’ingresso di persone estranee all’istituto.

Un altro elemento significativo emerge dalla comunicazione ufficiale e riguarda le condizioni di sicurezza dell’edificio scolastico. La dirigenza segnala infatti che proprio nella mattinata del 15 ottobre erano iniziati alcuni interventi da parte della Città Metropolitana di Napoli, finalizzati alla verifica del terreno circostante la scala di emergenza.

L’occupazione si è quindi verificata mentre erano in corso attività tecniche riguardanti un’area particolarmente delicata per la sicurezza dell’istituto. La scuola richiama esplicitamente l’attenzione anche sulla prosecuzione di questi lavori, inserendola tra le questioni di cui gli studenti occupanti dovranno tenere conto. Un aspetto che potrebbe diventare centrale nei prossimi giorni, soprattutto per comprendere se e in che modo gli interventi programmati potranno proseguire durante l’occupazione.

L’occupazione del Liceo Alberti arriva nel pieno di una settimana particolarmente intensa per il mondo scolastico napoletano. Dal 7 ottobre, con l’occupazione del Liceo Tito Lucrezio Caro, la mobilitazione si è progressivamente estesa ad altri istituti cittadini, tra cui Umberto I, Mercalli, Sannazaro, Genovesi, Pansini e Vittorio Emanuele II.

Le proteste hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica diverse questioni: dalle condizioni dell’edilizia scolastica alle risorse destinate all’istruzione, fino a rivendicazioni di carattere politico e sociale. Nel caso dell’Alberti, il Collettivo Alberti e il Coordinamento Kaos hanno annunciato la mobilitazione attraverso comunicazioni diffuse nella giornata del 15 ottobre. La protesta si colloca dunque all’interno di un movimento studentesco più ampio, che sta attraversando diversi quartieri della città.

La scuola esprime «rammarico per le falsità e le strumentalizzazioni». Nella parte conclusiva della comunicazione, la dirigenza scolastica interviene anche sul clima che ha accompagnato le giornate precedenti. «Le falsità e le strumentalizzazioni circolate in questi ultimi giorni sono state motivo di rammarico, ma non di sorpresa», si legge nell’avviso. Parole che lasciano trasparire un clima di forte contrapposizione e che sembrano riferirsi alle polemiche e alle ricostruzioni circolate durante i precedenti tentativi di occupazione. Il documento, tuttavia, non specifica a quali episodi o dichiarazioni si riferisca esattamente.

Con l’occupazione effettiva dell’edificio, resta ora da comprendere quale sarà l’evoluzione della protesta e quando potranno riprendere regolarmente le lezioni. Al momento, la comunicazione della scuola conferma l’interruzione delle attività didattiche a partire dal 15 ottobre, senza indicare una data per il ritorno alla normalità. Particolare attenzione sarà riservata alla sicurezza dei locali, alla presenza di eventuali persone esterne e alla prosecuzione degli interventi tecnici avviati dalla Città Metropolitana.

L’Alberti diventa così uno dei nuovi protagonisti della mobilitazione studentesca napoletana, in un autunno che vede il mondo della scuola attraversato da proteste, rivendicazioni e richieste di confronto. Una vicenda che, dopo tre giorni di tentativi falliti, ha trovato una svolta nel pomeriggio del 15 ottobre e che potrebbe conoscere ulteriori sviluppi nelle prossime ore.

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