mercoledì, Settembre 23, 2026
spot_img
HomeFood e WineIschia Safari, Assunta Pacifico porta la zuppa di cozze e sostiene la...

Ischia Safari, Assunta Pacifico porta la zuppa di cozze e sostiene la ricerca

ISCHIA – Il sapore della tradizione napoletana incontra la solidarietà a Ischia Safari 2026. Assunta Pacifico, fondatrice di ‘A Figlia d’’o Marenaro, ha partecipato alla manifestazione portando sull’isola uno dei piatti più rappresentativi della sua storia familiare e professionale: ‘a zuppa ‘e cozzeche c”o bror ‘e purp. Una ricetta simbolo della cucina popolare partenopea che, quest’anno, si accompagna a un messaggio dedicato alla ricerca scientifica e alla lotta contro malattie come la SLA e altre patologie rare.

Per l’imprenditrice napoletana la partecipazione all’evento non è stata soltanto un’occasione per raccontare attraverso il cibo la tradizione della sua famiglia. La solidarietà rappresenta da tempo una componente del suo percorso e nell’ultimo anno il tema della malattia è diventato ancora più vicino alla sua esperienza personale.

«Quest’anno ho vissuto da vicino la malattia di alcune persone a me care. Ho amici che purtroppo si sono ammalati da un giorno all’altro e quando una cosa del genere entra nella tua vita, ti sfiora in prima persona, capisci ancora di più quanto sia importante la ricerca. Per questo penso che chi può, debba sostenerla, secondo le proprie possibilità», ha spiegato Assunta Pacifico.

Un pensiero che parte da esperienze personali ma che l’imprenditrice estende all’intera comunità. La ricerca, secondo Pacifico, non riguarda esclusivamente le persone che stanno affrontando una malattia e le loro famiglie, ma rappresenta un interesse collettivo sul quale ciascuno può offrire il proprio contributo.

La sua presenza a Ischia Safari si inserisce così in un percorso di attenzione verso le iniziative benefiche già intrapreso negli anni. «Non è la prima volta che partecipo o sostengo iniziative di solidarietà e non sarà l’ultima. Credo che, quando si ha la possibilità di fare qualcosa per gli altri, sia giusto farlo. Non bisogna pensare soltanto alle grandi donazioni: ognuno può dare il proprio contributo, con quello che può».

Al centro della partecipazione resta naturalmente la cucina. Assunta Pacifico ha scelto di presentare la zuppa di cozze con il brodo di polpo, utilizzato anche per bagnare la fresella. Un piatto profondamente legato alla cultura gastronomica napoletana e alla storia di ‘A Figlia d’’o Marenaro, diventato negli anni uno degli elementi più riconoscibili dell’attività.

Per Pacifico, però, la forza della ricetta non risiede soltanto negli ingredienti o nella preparazione. La zuppa rappresenta soprattutto un modo di stare insieme. È un piatto che arriva al centro della tavola e diventa condivisione, richiamando la famiglia, la convivialità e una cucina nata dalla semplicità.

«Il brodo è sempre stato considerato, nella cultura popolare, un alimento corroborante e in alcune testimonianze gli venivano attribuite persino proprietà benefiche. Di certo, dava conforto quando lo si beveva, specie d’inverno. Da sempre viene utilizzato anche per la bagna della fresella», racconta Pacifico.

La ricetta, tramandata e trasformata nel corso delle generazioni, conserva così il legame con le proprie origini. «La zuppa di cozze è una ricetta semplice, popolare, napoletana. Noi, generazione dopo generazione, l’abbiamo impreziosita ma il suo valore è soprattutto come piatto che nasce per essere condiviso. Si mette al centro della tavola e tutti mangiano insieme. Per me questa è la sua forza principale: racconta la semplicità, la famiglia, la convivialità».

Ed è proprio dalla parola “condivisione” che nasce il collegamento tra gastronomia e solidarietà. Per Assunta Pacifico ciò che si riceve attraverso il proprio lavoro può diventare uno strumento per aiutare gli altri.

«Condividere è anche questo: mettere a disposizione quello che abbiamo per gli altri. Io sono partita dalla cucina e dalla mia famiglia e negli anni questo lavoro mi ha dato tantissimo. Se attraverso quello che faccio posso restituire qualcosa, penso che sia giusto farlo».

Da Ischia Safari arriva quindi un messaggio che supera i confini della gastronomia. L’esperienza vissuta nell’ultimo anno ha rafforzato in Pacifico la convinzione che sostenere la ricerca sia una responsabilità collettiva.

«Davanti alla malattia nessuno può sentirsi davvero distante. Oggi può riguardare una persona che conosciamo, domani potrebbe riguardare chiunque. Per questo sostengo la ricerca e penso che tutti, nel proprio piccolo, dovremmo farlo».

La zuppa di cozze portata a Ischia diventa così il filo conduttore tra

ALTRI ARTICOLI

ULTIMI ARTICOLI