Il difensore attende il consulto specialistico per il ginocchio e salterà tutta la preparazione estiva. Allegri deve già fare i conti con diverse assenze mentre il club valuta un rinforzo in difesa.
Il ritiro del Napoli in Val di Sole è iniziato da appena tre giorni, ma l’infermeria è già uno dei luoghi più frequentati del quartier generale azzurro. Una situazione che inevitabilmente richiama alla mente quanto accaduto nella passata stagione, quando gli infortuni finirono per incidere sul rendimento della squadra. Il caso che desta maggiore preoccupazione è quello di Alessandro Buongiorno, costretto a fermarsi per un problema al ginocchio che rischia di tenerlo lontano dai campi per un periodo significativo.
Il difensore della Nazionale dovrà sottoporsi a un consulto specialistico a Barcellona, dove verrà valutata la strada migliore da seguire. Le ipotesi sono due: ricorrere a un intervento chirurgico oppure optare per una terapia conservativa. La decisione arriverà solo dopo gli ulteriori accertamenti, ma una certezza esiste già ed è destinata a pesare sulla preparazione estiva del Napoli. Buongiorno non sarà infatti disponibile né per il prosieguo del ritiro di Dimaro né per la seconda fase della preparazione in programma a Castel di Sangro.

Per Massimiliano Allegri si tratta di una perdita importante proprio all’inizio della sua nuova avventura sulla panchina azzurra. Il tecnico avrebbe voluto sfruttare il lavoro estivo per costruire i meccanismi difensivi attorno a uno dei giocatori destinati a rappresentare un punto di riferimento della retroguardia. L’assenza del centrale costringerà invece lo staff tecnico a trovare nuove soluzioni e a ridisegnare temporaneamente gli equilibri del reparto.
Le conseguenze dello stop potrebbero riflettersi anche sulle strategie di mercato. Con un recupero che si preannuncia lungo, il Napoli sta già valutando l’opportunità di intervenire per aggiungere un nuovo difensore alla rosa, così da garantire ad Allegri un numero adeguato di alternative in vista dell’inizio del campionato e dei numerosi impegni stagionali.
Le buone notizie, almeno in parte, arrivano da Rafa Marin. Il difensore spagnolo aveva riportato una contusione alla caviglia durante una delle prime sedute di allenamento, ma sembrava aver recuperato rapidamente. Nelle ultime ore, però, è stato costretto a fermarsi nuovamente, questa volta a causa di un affaticamento muscolare che lo ha obbligato a interrompere il lavoro con il gruppo.
Non è l’unico elemento della rosa a seguire un programma differenziato. Sam Beukema, Billy Gilmour e David Neres stanno infatti smaltendo problemi fisici di diversa entità e non saranno a disposizione per le prime due amichevoli della stagione, appuntamenti che rappresenteranno il debutto ufficiale di Allegri sulla panchina del Napoli. Gli azzurri affronteranno l’Arezzo e successivamente la Carrarese, gare che serviranno soprattutto a mettere minuti nelle gambe e a valutare lo stato di avanzamento della preparazione.
Qualche apprensione aveva riguardato anche Lorenzo Lucca, fermatosi nella seduta mattutina per una contusione alla caviglia. L’attaccante, tuttavia, è riuscito a rientrare regolarmente in campo durante l’allenamento pomeridiano, lasciando intendere che il problema non abbia particolare rilevanza. Situazione diversa anche per Matteo Politano, il cui lavoro è stato semplicemente gestito dallo staff tecnico nell’ambito della normale programmazione atletica, senza destare particolari preoccupazioni.
Nonostante il numero degli acciacchi continui ad aumentare, in casa Napoli non c’è ancora motivo di parlare di emergenza definitiva. L’inizio del campionato è ancora distante più di un mese e lo staff sanitario dispone del tempo necessario per recuperare gran parte dei giocatori. Resta però la preoccupazione per Buongiorno, il cui responso medico rappresenterà uno snodo fondamentale sia per la pianificazione tecnica di Allegri sia per le prossime mosse della società sul mercato. L’obiettivo del club è arrivare ai nastri di partenza della nuova stagione con una rosa completa e nelle migliori condizioni possibili, ma le prime giornate di lavoro hanno già ricordato quanto sia sottile il confine tra programmazione e imprevisti.

