In base all’ultimo report Economia della Campania, pubblicato dalla Banca di Italia lo scorso 15 giugno, il prodotto interno lordo campano è cresciuto nel 2025 dello 0,9% in linea con l’anno precedente ma in misura percentuale maggiore rispetto alla media italiana ed al Mezzogiorno.
La moderata espansione del PIL è stata favorita dalla migliorata congiuntura economica del settore dei servizi e, sebbene debolmente, dell’industria; anche il settore delle costruzioni registra una crescita dell’attività.
La fase sfavorevole per le imprese industriali si è arrestata: il saldo tra la quota delle imprese con fatturato in aumento e quella delle aziende con riduzione è tornato positivo.
L’agroalimentare ha registrato miglioramenti diffusi delle vendite mentre per l’automotive si è ulteriormente ridotta la produzione a causa della contrazione della domanda interna e delle esportazioni.
Anche nel settore dei servizi è aumentata la quota di imprese che hanno registrato nel 2025 un aumento del fatturato; essa ha superato di oltre un quarto quella delle aziende che hanno registrato un calo.
Il settore turistico ha ottenuto benefici dall’aumento delle presenze straniere che hanno favorito la crescita del traffico aeroportuale; l’attività portuale è cresciuta sia per il numero di passeggeri che per il volume di merci in transito, con l’eccezione di quello su rotabili.
Nel settore delle costruzioni l’attività delle imprese è stata sostenuta dalla spinta data dalle opere finanziate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e dalle spese degli enti locali campani.
La spesa per investimenti delle imprese campane è aumentata ma non in modo diffuso: le quote delle imprese dell’industria e dei servizi con investimenti in crescita e in riduzione si sono sostanzialmente equivalse.
Le esportazioni campane, in calo nel 2024, hanno ripreso ad aumentare nel 2025 trainate del settore farmaceutico, aeromobile e metallurgico. Le esportazioni estere dell’automotive sono diminuite in modo consistente, soprattutto negli Stati Uniti mentre si è stabilizzato l’export dell’agroalimentare.
La quota di imprese che hanno chiuso l’esercizio in utile o in pareggio è rimasta elevata, sui livelli dell’ultimo biennio. Le riserve di liquidità a disposizione delle aziende rimangono ampie.
Per effetto della crescita economica, l’occupazione in Campania è cresciuta nel 2025 più che nel Mezzogiorno e della media nazionale. L’incremento ha riguardato tutti i settori, e in misura maggiore i servizi e l’industria. Sono cresciuti i lavoratori dipendenti mentre il numero degli autonomi è diminuito: i contratti di lavoro dipendente, al netto delle cessazioni, sono state prevalentemente a tempo indeterminato.
Il tasso di occupazione è aumentato di cinque punti percentuali rispetto al 2021 salendo al 46,7%, ma rimane di 16 punti inferiore alla media italiana. Il tasso di disoccupazione è diminuito di 5 punti percentuali dal 2021, attestandosi al 13,9%, più del doppio del tasso di disoccupazione nazionale (6,1%).
Nel 2025 il reddito reale (cioè al netto dell’inflazione) delle famiglie campane ha continuato ad aumentare grazie alla crescita dell’occupazione e delle retribuzioni. Tuttavia, dal 2008 le retribuzioni reali dei dipendenti del settore privato sono diminuite del -11,5% quasi il doppio della contrazione registrata in Italia (-6,2% dell’Italia).
Nel confronto nazionale una quota elevata delle famiglie campane continua a far parte dei gruppi familiari con livelli di spesa più bassi.
In conclusione, il report della Banca d’Italia fornisce la fotografia di un quadro economico regionale a due velocità: all’espansione produttiva superiore a quella nazionale non corrisponde un conseguente netto miglioramento dell’occupazione e delle retribuzioni che si mantengono ancora troppo inferiori rispetto agli standard italiani.

