“Anno nuovo: vita nuova” dal primo gennaio 2026 diventa “Anno nuovo: nuovi rincari”, perché il pedaggio della tangenziale di Napoli (che negli anni ha subito diversi aumenti – ricordo ancora quando nel lontano 2010 aumentò da 0,75 centesimi a 0,80 centesimi) costerà agli automobilisti, a partire dal nuovo anno ben 1 euro e 5 centesimi.
Un aumento di 5 centesimi che solo all’apparenza sembra gestibile, ha tuttavia già generato pesanti ripercussioni sulla circolazione: code interminabili ai caselli, crescita di frustrazione tra viaggiatori e pendolari, che finisco per attendere anche 15 minuti in coda per il pagamento del pedaggio, pagamento elettronico tipo Telepass non accessibile a tutti, e macchinette per il pagamento “automatico e veloce” che mandano il tilt il traffico per mancanza di monete da dare come resto.
Ci si chiede: tutto questo è davvero necessario? I rischi che comporta tale cambiamento sono stati presi in considerazione da chi di dovere?
L’aumento non è una decisione arbitraria della società di gestione, ma l’effetto di un complesso iter giudiziario. La Corte dei Conti ha infatti dichiarato incostituzionale il blocco delle tariffe che il Governo aveva tentato di prorogare. Di conseguenza, l’Autorità di Regolazione dei Trasporto (ART) ha dovuto riconoscere un adeguamento dell’1,5% basato sull’inflazione programmata per il 2026. Ma il caso della Tangenziale di Napoli fa discutere soprattutto perché è l’unica arteria urbana a pagamento d’Europa.
L’anno inizia dunque in salita per gli automobilisti partenopei, sospesi tra la necessità di una manutenzione costante dell’arteria e il peso di un pedaggio che appare sempre più come un’anomalia storica difficile da accettare.
Il banco di prova è già terminato con l’annuncio di una manifestazione volta a chiedere l’abolizione del pedaggio per i residenti o, quantomeno, un ritorno alla tariffa tonda per evitare il collasso della viabilità cittadina. L’appuntamento è stato fissato al giorno 5 gennaio, dal deputato Francesco Emilio Borrelli e dal Consigliere regionale Carlo Ceparano, i quali hanno duramente criticato il mancato intervento del Ministero delle Infrastrutture per congelare il balzello.
L’aumento, seppur minimo, si aggiunge a un costo della vita già elevato, gravando su lavoratori e famiglie napoletane. La Tangenziale, arteria vitale ma costosa, si conferma ancora una volta un nodo cruciale nel bilancio quotidiano dei cittadini, mentre il dibattito sul futuro della gestione resta aperto.


