mercoledì, Febbraio 11, 2026
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Un incontro con Amilcar Infante

Intervista alla voce scomoda del Cile

Nel panorama cinematografico cileno, un nome emerge per il suo approccio audace e sfacciatamente critico: Amilcar Infante. Regista e sceneggiatore, Infante si è imposto come una delle voci più dissidenti e necessarie del cinema documentario contemporaneo, utilizzando la macchina da presa come strumento di denuncia sociale e politica.

Si vas a Chile no eres bienvenido”: uno specchio per una nazione

Il documentario che forse meglio incarna il suo spirito provocatorio è “Si vas a Chile no eres bienvenido” (2017) del quale alleghiamo il trailer . Il titolo stesso – “Se vai in Cile non sei il benvenuto” – è un’affermazione potente, un paradosso che sfida l’immagine turistica e progressista che il paese cerca spesso di proiettare

Uno stile che disorienta per coinvolgere

Lo stile di Infante non è didascalico. Al contrario, utilizza spesso un linguaggio cinematografico ibrido, mescolando interviste tradizionali, immagini di repertorio, momenti di finzione e una regia a volte claustrofobica per trasmettere il senso di alienazione e spaesamento vissuto dai migranti. La sua macchina da presa osserva da vicino, non giudica ma pone domande scomode, costringendo lo spettatore a guardarsi allo specchio e a interrogare i propri pregiudizi.

“Si vas a Chile no eres bienvenido ha generato dibattiti accesi al suo uscire. Alcuni lo hanno accusato di eccessivo pessimismo o di offrire un’immagine distorta del paese. Altri, specialmente nella società civile e nelle comunità migranti, lo hanno accolto come un’opera coraggiosa e veritiera, in grado di dare voce a chi raramente ha accesso ai mezzi di comunicazione mainstream.

In un’epoca in cui i flussi migratori sono al centro del discorso globale, il lavoro di Infante ricorda che al di là delle statistiche ci sono esseri umani, storie complesse, e che l’accoglienza è una pratica che va costruita giorno per giorno, superando retoriche nazionaliste e paure ataviche.


Chi è Amilcar Infante

Nato a Santiago del Cile nel 1984, Infante appartiene a una generazione cresciuta dopo la dittatura di Pinochet, ma erede delle sue profonde ferite sociali. La sua filmografia – che include anche opere come *Casa Roshell* (2017) e *Mala junta* (2018) – esplora costantemente i margini della società cilena: le identità di genere, le disuguaglianze economiche, le comunità emarginate. Il suo è un cinema politico nel senso più ampio del termine, che indaga come il potere (statale, economico, sociale) plasmi e spesso opprima le esistenze individuali.

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