venerdì, Maggio 22, 2026
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ASL Napoli 1 Centro, gli Infermieri di Famiglia e Comunità presentano i primi Project Work: innovazione e territorio al centro della nuova sanità

NAPOLI – Una sanità sempre più vicina ai cittadini, integrata sul territorio e capace di rispondere ai bisogni delle comunità. È questa la direzione intrapresa dalla ASL Napoli 1 Centro che, presso gli uffici della Direzione Generale, ha ospitato la presentazione dei primi Project Work realizzati dagli Infermieri partecipanti al percorso formativo regionale per Infermiere di Famiglia e Comunità.

L’iniziativa rientra nel programma attivato dalla Regione Campania in attuazione del Decreto Dirigenziale n. 292 del 31 marzo 2025 e sviluppato in collaborazione con l’Università degli Studi Università degli Studi di Napoli Federico II.

L’evento ha rappresentato un momento significativo per il percorso di trasformazione della sanità territoriale previsto dal modello organizzativo delineato dal DM 77/2022, evidenziando i primi risultati concreti di una nuova figura professionale destinata a rafforzare la rete assistenziale di prossimità.

I lavori presentati hanno affrontato temi centrali per l’assistenza territoriale, tra cui scompenso cardiaco, broncopneumopatia cronica ostruttiva, diabete mellito, percorsi materno-infantili e fragilità. I progetti hanno mostrato un approccio integrato tra aspetti clinici, organizzativi e sociali, proponendo modelli orientati alla sostenibilità e alla concreta applicazione nei servizi sanitari.

Ad aprire l’incontro è stato Gaetano Gubitosa, che ha sottolineato l’impegno dell’azienda nel garantire personale adeguato all’interno delle Case della Comunità, considerate un elemento centrale del nuovo modello sanitario.

Nel corso dell’iniziativa, la direttrice sanitaria Maria Corvino ha definito i nuovi professionisti “pionieri della nuova sanità territoriale”, evidenziando il valore innovativo del ruolo dell’Infermiere di Famiglia e Comunità.

Presente anche Teresa Rea, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Napoli e componente della Federazione nazionale, che ha richiamato l’importanza delle trasformazioni avviate dopo la pandemia, fondate su assistenza territoriale, prevenzione e presa in carico continuativa delle persone.

Durante l’incontro è stato inoltre evidenziato il valore della collaborazione tra mondo accademico e sistema sanitario. La direttrice della UOC Formazione Liliana Lodato ha posto l’accento sull’integrazione tra ASL e università, mentre Rosaria Parmigiano ha ribadito il ruolo dell’Infermiere di Famiglia come promotore di una cultura della salute basata su ascolto, responsabilità e partecipazione della comunità.

Anche i docenti universitari Michele Virgolesi e Assunta Guillari hanno evidenziato come i progetti presentati rappresentino esempi concreti di programmazione sanitaria costruita intorno ai principi di prossimità, equità e continuità assistenziale.

Il percorso formativo proseguirà il prossimo 29 maggio con la presentazione di altri cinque Project Work dedicati a temi strategici come appropriatezza degli accessi ai servizi di emergenza, screening e promozione della salute, continuità assistenziale, gestione della multimorbilità e reti di comunità.

Il messaggio emerso al termine della giornata è stato chiaro: più che un punto di arrivo, l’avvio del percorso segna l’inizio di una nuova fase della sanità territoriale, chiamata a costruire modelli sempre più vicini ai bisogni reali delle persone.

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