A Napoli oltre 150 persone si ritrovano con cure dentali sospese e finanziamenti in corso dopo la chiusura improvvisa della clinica di via Brin. L’associazione dei consumatori passa all’azione legale.
La storia che arriva da via Benedetto Brin racconta di persone che si sono fidate, che hanno firmato contratti, che hanno accettato di pagare a rate per permettersi cure costose. Poi, un mattino di marzo, hanno trovato i vetri oscurati e un cartello. E da quel momento nulla è stato più come prima.
Il caso Sanident entra adesso in una fase nuova. Federconsumatori Campania APS ha avviato l’invio delle prime diffide ad adempiere nei confronti della Sanident e della Dd Società tra Professionisti S.r.l., che condivide la sede dell’ambulatorio odontoiatrico chiuso improvvisamente il 20 marzo scorso. Oltre 150 pazienti sono rimasti con le cure sospese. Molti di loro hanno ancora i perni degli impianti in bocca, senza le protesi definitive. E le rate del finanziamento continuano ad arrivare, puntualmente, ogni mese.
Tutto comincia il 20 marzo 2026. I pazienti della Sanident di via Brin iniziano a ricevere comunicazioni che parlano di lavori di ristrutturazione. La riapertura viene fissata per il 22 aprile. Quella data, però, non porta nessuna ripresa dell’attività: il 22 aprile un ufficiale giudiziario supervisiona lo sfratto per morosità e la rimozione dell’insegna. La clinica non aprirà più.
Nel frattempo la Procura della Repubblica di Napoli ha già aperto un fascicolo sul caso. Le denunce presentate dai pazienti stanno costruendo un quadro che va ben oltre il semplice dissesto aziendale.
Federconsumatori Campania APS, attraverso il proprio legale Carlo Spirito, ha avviato l’iter formale. La diffida ad adempiere assegna alla società venti giorni di tempo per riprendere e completare le prestazioni concordate. In assenza di riscontro, il contratto si intenderà risolto di diritto ai sensi degli articoli 1454 e 1455 del Codice civile. Viene richiesta anche la consegna immediata della documentazione sanitaria, indispensabile per consentire ai pazienti di proseguire le cure altrove.
«Quello che abbiamo davanti non è un caso isolato di dissesto aziendale», dichiara Giovanni Berritto, presidente di Federconsumatori Campania APS. «Sembra esserci il serio rischio di essere di fronte a uno schema predatorio che avrebbe lucrato sulla salute e sulla dignità di centinaia di famiglie napoletane. Persone che hanno fatto sacrifici per pagare cure complesse e che oggi si ritrovano con interventi non conclusi, mentre la rata del finanziamento continua a essere addebitata. Da oggi le diffide partono una dopo l’altra, e questo è solo il primo passo».
Sul piano tecnico, l’avvocato Carlo Spirito ha chiarito qual è la priorità operativa immediata: interrompere gli addebiti, prima ancora di affrontare il tema dei rimborsi e dei risarcimenti.
«La cosa più urgente è risolvere i contratti in essere per liberare i malcapitati dall’obbligo del pagamento delle rate», spiega il legale. «L’articolo 125-quinquies del Testo Unico Bancario consente al consumatore, in caso di inadempimento del fornitore, di ottenere la risoluzione anche del contratto di credito collegato, con conseguente cessazione degli addebiti e rimborso integrale delle somme già versate. È per questo che le diffide vengono notificate per conoscenza alla finanziaria. Successivamente entreremo nel merito dei rimborsi e del risarcimento dei danni, patrimoniali e non».
Federconsumatori Campania APS invita tutti i cittadini coinvolti nella vicenda Sanident a rivolgersi agli sportelli dell’associazione. Lo sportello principale si trova in Piazza Garibaldi 26, Napoli (tel. 081.196.44.072 – federconsumatori.cam@gmail.com). Sono attivi anche gli sportelli territoriali in Campania.
Per presentarsi è utile portare con sé: il contratto sottoscritto con Sanident, le ricevute dei pagamenti effettuati, la copia del contratto di finanziamento, la documentazione clinica disponibile e qualsiasi comunicazione ricevuta dalla società dopo il 20 marzo.
Quella legale e giudiziaria è una storia ancora aperta. Ma per chi ha i perni in bocca e le rate sul conto, ogni giorno che passa ha un peso concreto.


