Il Nuovo giornale dei napoletani ha incontrato Vincenzo Di Vita, economista, cultore della materia di Storia del pensiero economico all’Università degli Studi di Napoli Federico II, che ha illustrato come i redditi delle famiglie italiane siano diminuiti negli ultimi venti anni.

Secondo i dati dell’Eurostat i redditi delle famiglie italiane sono diminuiti del -4% tra il 2004 ed il 2024: è il dato peggiore tra i paesi dell’UE dopo la Grecia (-5%). Negli altri paesi dell’Unione Europea i redditi delle famiglie sono invece aumentati mediamente del 22% nello stesso periodo con incrementi molto maggiori in Romania (+134%), Lituania (+95%) e Polonia (+91%). La Germania e la Francia hanno registrato aumenti del +21%, la Spagna del +14% (cfr. grafico estratto dalla news dell’Eurostat del 25.11 scorso).
Anche in Campania il reddito lordo pro capite è diminuito da 21.257 euro del 2004 a 21.223 del 2024 con un punto di minimo nel 2020, anno della pandemia, di 18.214 euro (cfr. grafico).

Le cause della contrazione dei redditi familiari sono varie. La principale è la stagnazione della produttività del lavoro: se la produzione di un’ora di lavoro non aumenta diviene molto difficile incrementare gli stipendi dei lavoratori. Sul punto il recente Rapporto Annuale sulla Produttività 2025 del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) ci dice che la produttività del lavoro in Italia è cresciuta in media solo dello 0,2% annuo nel periodo 1995-2024, molto meno rispetto all’1,2% dell’UE, all’1,0% della Germania e allo 0,8% della Francia.
La contrazione dei redditi delle famiglie italiane pone la necessità di aumentare gli stipendi e le pensioni sia perché le persone con redditi bassi e medi hanno avuto ed hanno difficoltà a causa dell’aumento dei prezzi degli ultimi anni sia perché la diminuzione dei redditi si traduce in una bassa spesa per consumi dei cittadini che, a sua volta, deprime anche la dinamica delle produzioni interne in un contesto internazionale in cui si profilano misure protezionistiche come i dazi doganali.
L’esigenza di far crescere i redditi individuali, in particolare gli stipendi e le pensioni, mediante interventi per spingere la produttività, per ridurre le imposte sul reddito da lavoro e di impresa, per aumentare le buste paghe con i rinnovi dei contratti pubblici e privati, con interventi finalizzati ad aumentare le pensioni e rafforzare il welfare rappresenta oggi un tema centrale non rinviabile nel dibattito di politica economica.


