Foreste, acqua e ghiacciai: dopo le Giornate internazionali UNCEM chiede più politica e meno slogan
Dopo le celebrazioni dedicate alle foreste, all’acqua e ai ghiacciai, resta una domanda di fondo: cosa rimane davvero oltre gli eventi e le dichiarazioni? A rilanciarla è l’UNCEM, che invita a trasformare la sensibilizzazione in azione concreta.
A sottolinearlo è il presidente nazionale Marco Bussone, che richiama il ruolo centrale della politica e delle istituzioni, ma anche la responsabilità diretta dei territori e delle comunità locali. Il messaggio è chiaro: non basta celebrare, serve cambiare passo.
Le ricorrenze dedicate a foreste, acqua e ghiacciai rappresentano un momento importante di attenzione mediatica, ma rischiano di esaurirsi rapidamente senza un seguito concreto. Secondo UNCEM, è necessario costruire percorsi strutturali, capaci di guardare al lungo periodo e di coinvolgere attivamente enti locali e cittadini.
In questa direzione, un ruolo chiave è affidato alle cosiddette Green Community: modelli di sviluppo che puntano sulla gestione condivisa delle risorse naturali e sulla collaborazione tra territori, superando logiche frammentate.
Al centro della proposta c’è la valorizzazione dei servizi ecosistemici, in particolare acqua e foreste. Per UNCEM, queste risorse devono essere riconosciute anche dal punto di vista economico e gestionale, evitando semplificazioni o approcci ideologici.
Sul tema dei crediti di carbonio forestali, l’associazione invita a fare chiarezza: sono strumenti utili, ma non possono diventare l’obiettivo principale. Devono invece rientrare in una visione più ampia di gestione sostenibile del patrimonio forestale.
Uno dei punti più concreti riguarda la gestione dell’acqua. UNCEM propone che una quota della tariffa del servizio idrico – tra il 3% e il 5%, senza aumenti per i cittadini – venga destinata ai territori montani.
Si tratterebbe di risorse importanti, fino a circa 200 milioni di euro l’anno, da investire nella prevenzione del dissesto idrogeologico e nella tutela delle fonti. Un modo per riconoscere il ruolo fondamentale delle aree montane nella gestione dell’intero sistema idrico.
Altro nodo strategico è quello della filiera foresta-legno-energia. Secondo UNCEM, rafforzare la collaborazione tra proprietari forestali, enti locali e imprese può contribuire allo sviluppo delle energie rinnovabili e alla riduzione della dipendenza dall’estero.
Il legno, in questa prospettiva, torna a essere una risorsa centrale: per l’edilizia, per il riscaldamento e per un modello economico più sostenibile e radicato nei territori.
Il punto di fondo resta però politico. UNCEM richiama la necessità di scelte strutturali e di lungo periodo, evitando il rischio del “greenwashing” fatto di annunci e interventi isolati.
Il riferimento è anche ai principi della Laudato si’, che richiama la necessità di una giustizia sociale ed ambientale integrata.
Per Bussone, la sfida riguarda la capacità di riconoscere il legame tra città e montagne, tra territori diversi ma interdipendenti. Dalla gestione delle foreste alla tutela dei ghiacciai, tutto dipende dalla presenza di comunità attive e da politiche lungimiranti.
Il messaggio finale è netto: senza una politica forte e consapevole, le Giornate internazionali rischiano di restare solo simboliche. Con scelte concrete, invece, possono diventare l’inizio di un cambiamento reale.


