Momenti di forte tensione questa mattina a Napoli, nel quartiere di Ponticelli, dove un giovane detenuto dell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida ha tentato la fuga durante un permesso autorizzato per far visita alla tomba di un congiunto.
Il minore era accompagnato da un solo agente della Polizia Penitenziaria e da un’educatrice quando, approfittando della permanenza all’interno del cimitero, avrebbe improvvisamente cercato di allontanarsi nel tentativo di far perdere le proprie tracce.
Secondo quanto riferito da Pasquale Diana, Coordinatore Provinciale Minori del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) di Nisida, la prontezza dell’agente ha evitato che l’episodio degenerasse. Il poliziotto si è immediatamente lanciato all’inseguimento del giovane e, nonostante una caduta durante le concitate fasi del fermo che gli ha provocato una ferita alla mano, è riuscito a bloccarlo e a ristabilire la sicurezza.
Determinante anche il successivo intervento di altre forze di polizia presenti sul territorio, che hanno contribuito a riportare la situazione sotto controllo.
Il SAPPE punta però il dito contro le criticità organizzative dell’istituto minorile di Nisida, denunciando carenze di organico e una gestione del personale ritenuta non adeguata, soprattutto in servizi delicati come le uscite autorizzate. “La Polizia Penitenziaria di Nisida vive un momento di profondo abbandono da parte delle Istituzioni e dei propri dirigenti, distanti dalle reali problematiche del personale che dovrebbe essere tutelato e valorizzato”, afferma il sindacato.
L’organizzazione sindacale rinnova quindi la richiesta di un intervento immediato da parte dell’Amministrazione penitenziaria per garantire organici adeguati, condizioni di lavoro dignitose e maggiore attenzione alla sicurezza, sia interna sia esterna, negli istituti penali per minorenni.
Sull’episodio è intervenuto anche Donato Capece, segretario generale del SAPPE, che ha espresso apprezzamento per l’operato dell’agente coinvolto e ha auspicato piena chiarezza sull’accaduto, ribadendo la necessità di assicurare condizioni di sicurezza adeguate al personale impegnato in servizi esterni.


