domenica, Febbraio 22, 2026
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Napoli-Atalanta, VAR decisivo: rigore negato e polemiche

Napoli-Atalanta tra polemiche arbitrali e VAR: a Bergamo decide più il fischietto che il campo

Al Gewiss Stadium di Bergamo il Napoli esce sconfitto contro l’Atalanta, ma a far discutere non è soltanto il risultato. La squadra di Antonio Conte paga a caro prezzo una serie di episodi arbitrali controversi che finiscono per indirizzare la gara, lasciando strascichi e polemiche.

Il Napoli parte con personalità e aggressività, imponendo ritmo e qualità. A sbloccare il match è un colpo di testa di Sam Beukema, bravo a svettare in area e a portare avanti gli azzurri. Un vantaggio meritato per quanto visto nei primi minuti, con una squadra corta, intensa e padrona del campo.

Gli azzurri continuano ad attaccare e trovano spazi nella difesa bergamasca. In una delle azioni più pericolose, Erling Hojlund cade in area dopo un contatto sospetto. L’arbitro lascia correre e, dopo il check del VAR, non viene assegnato il calcio di rigore tra le proteste dei partenopei. Una decisione che pesa sull’inerzia della partita.

Nella ripresa il copione sembra confermarsi: ancora Hojlund protagonista, ancora un’azione pericolosa. L’attaccante serve un pallone che porta al gol di Alisson Becker, ma l’assistente segnala un fallo dello stesso Hojlund a inizio azione. Una chiamata che lascia più di un dubbio e che spegne l’entusiasmo azzurro.

Dal possibile 2-0 si passa al pareggio dell’Atalanta, che sfrutta il contraccolpo psicologico del Napoli. I nerazzurri prima riequilibrano il risultato e poi trovano il raddoppio, completando la rimonta in un clima sempre più teso.

Il match di Bergamo sarà ricordato più per le decisioni arbitrali che per lo spettacolo in campo. Le sviste e gli episodi controversi hanno inciso in modo determinante sull’esito finale, alimentando il malcontento di tifosi e addetti ai lavori.

Il tema resta centrale nel campionato di Serie A: l’utilizzo del VAR e l’interpretazione dei contatti continuano a generare discussioni. Serve una riflessione profonda da parte della FIGC e dell’Associazione Italiana Arbitri per garantire uniformità di giudizio e maggiore trasparenza.

Perché quando a decidere sono le polemiche più che il campo, a perderci è tutto il calcio italiano. E i tifosi, che continuano a sostenere le proprie squadre anche in ambito internazionale, meritano uno spettacolo all’altezza di quello che un tempo era considerato il campionato più bello del mondo.

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