sabato, Marzo 21, 2026
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Continua il dibattito sulla sicurezza alimentare

Quando la formazione HACCP diventa solo digitale

La formazione HACCP online è al centro di un acceso dibattito che riguarda la sicurezza alimentare, il lavoro giovanile e la qualità della preparazione professionale. In Italia il corso HACCP rappresenta l’elemento fondamentale per garantire che chi manipola alimenti — dai banconisti dei supermercati agli addetti di bar e ristoranti — conosca le regole igieniche necessarie a tutelare la salute dei consumatori. Temperature di conservazione, rischi di contaminazione e corrette procedure di manipolazione non sono semplici nozioni teoriche, ma competenze pratiche che richiedono consapevolezza e responsabilità.

Negli ultimi mesi diverse scuole di formazione e operatori del settore hanno segnalato una crescente diffusione di attestati ottenuti esclusivamente tramite corsi online. In alcune regioni italiane la normativa consente infatti di completare l’intero percorso formativo senza alcuna presenza fisica in aula. Secondo il Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di Formazione Autofinanziate questa situazione crea una forte disparità tra territori e rischia di abbassare gli standard qualitativi della preparazione.

Il segretario del movimento, Nicola Troisi, sottolinea che il problema non riguarda la tecnologia in sé, ma il valore della formazione. L’apprendimento delle pratiche igienico-sanitarie non può ridursi alla semplice visione di contenuti digitali: serve confronto diretto con docenti qualificati e la possibilità di affrontare situazioni concrete. In gioco non c’è solo la qualità della didattica, ma anche la fiducia dei cittadini nei confronti di chi lavora nel settore alimentare.

In Campania, ad esempio, la normativa regionale ha scelto di mantenere un modello formativo misto che prevede anche ore in presenza, proprio per garantire la reale partecipazione dei discenti e una verifica più rigorosa delle competenze.

Il nodo centrale della questione riguarda l’assenza di una normativa uniforme a livello nazionale. Attualmente ogni regione può interpretare in modo diverso le modalità di svolgimento dei corsi HACCP, generando un mosaico normativo che produce conseguenze concrete sul mercato del lavoro.

Secondo le scuole di formazione che operano in Campania, i giovani che seguono percorsi formativi strutturati — con lezioni in aula e verifiche dirette — si trovano spesso a competere con candidati che hanno ottenuto lo stesso attestato attraverso percorsi completamente digitali e molto più rapidi. Questo meccanismo crea una concorrenza percepita come ingiusta e rischia di penalizzare proprio chi investe di più nella qualità della preparazione.

Il Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di Formazione Autofinanziate ritiene che la manipolazione degli alimenti abbia un impatto diretto sulla salute pubblica e che, proprio per questo motivo, la formazione dovrebbe essere trattata con la stessa attenzione riservata ad altri ambiti professionali sensibili. La richiesta è quindi quella di avviare una riflessione nazionale che porti a standard condivisi e verificabili.

La Campania, che già ha adottato regole più rigorose con il Decreto Dirigenziale n.110 del 2018, potrebbe assumere un ruolo guida in questo processo. L’obiettivo sarebbe quello di promuovere una riforma che garantisca uniformità formativa in tutta Italia, evitando che differenze normative si trasformino in vantaggi competitivi per chi riduce gli standard.

Oltre alla dimensione normativa, la questione tocca anche il futuro di centinaia di scuole di formazione e migliaia di lavoratori del settore. Un confronto tra istituzioni regionali e rappresentanze del comparto potrebbe aprire la strada a un sistema più equo, capace di coniugare innovazione digitale e qualità della formazione.

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